L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE (cm. 10x12x9 – 1991)

Si tratta di quattro piccole ruote metalliche montate nelle quattro direzioni in modo che il movimento implicito nella tecnologia della ruota ne risulti impedito. Sono appese con un gancio metallico al soffitto, libere di oscillare, con un morbido colletto di piume che attenua e controbilancia la durezza e la rigidità del metallo. Il titolo mette l’accento sulla leggerezza delle piume e allo stesso tempo sulla condizione umana di impedimento e limitatezza. Le cause e condizioni che hanno portato alla creazione dell’opera sono la consapevolezza della “pesantezza” esistenziale inerente alla mia vita e il desiderio di alleggerirla mediante l’ironia e il gioco. Le ruote, simbolo per eccellenza del movimento e della dinamicità, sono qui costituzionalmente impedite nel proprio movimento dal loro stesso assemblaggio, ma le piume e il gancio per appenderle sono occasione di “leggerezza”, vaporosità e levità. La condizione umana, in sé rigidamente limitata, ha il potenziale di elevarsi ad altezze inimmaginabili. Il contenuto dell’opera è la compresenza nella vita di elementi negativi e positivi, oscurità fondamentale e illuminazione. Ciò è motivo di grande speranza e di grande responsabilità: siamo chiamati in ogni momento a questa lotta interiore tra bene e male, da noi stessi dipendono vittoria o sconfitta, noi stessi poniamo le cause e riceviamo gli effetti che ne conseguono. Ciò che vi è di transitorio nell’opera è la dimensione e la fattura delle ruote, delle piume e del gancio; ciò che vi è di originale invece è l’energia generata dall’unione degli elementi, energia che riecheggia tanto nel creatore che nel fruitore. Nella mia vita questa opera rappresenta un’occasione di consapevolezza, un punto di svolta per quanto riguarda il mio pessimismo e la mia negatività esistenziale: la speranza contenuta nel sapere che anche io, come tutti gli esseri umani, possiedo - al di là dell’oscurità - leggerezza e umorismo è catartica e mostra una condizione illimitata all’esistere.