GEOGRAFIA DELL’ANIMA (cm. 65x96 - 2012)

Tra le smagliature eseguite nel corso del tempo questa occupa un posto speciale in quanto più complessa. Oltre alla calza smagliata vera e propria ho introdotto infatti una smagliatura “indiretta”, cioè l’impronta lasciata dalla smagliatura sul vetro. Nell’opera sono presenti infatti entrambe: la smagliatura e la sua traccia. Il titolo deriva dall’impronta indelebile che un particolare viaggio in Scozia ha prodotto dentro di me. I contorni lineari colorati della forma ottenuta rappresentano con esattezza l’itinerario o tragitto del viaggio in termini topografici. Le parole inserite nei bordi sono le tracce emotive del mio passaggio in quei luoghi che hanno risuonato nella mia anima intimamente. Nonostante fosse la prima volta che visitavo il posto, quel viaggio è stato un ritorno, un ritrovare la mia casa spirituale da sempre. Rispetto alle smagliature precedenti, dove utilizzavo poche punte di colore, questa opera presenta anche delle parole, ricavate sovrapponendo la lastra di vetro alle pagine del mio diario che descrivevano il viaggio: le parole che si intersecavano con il contorno della forma o itinerario sono state ricopiate. In qualche modo quelle parole che le congiunzioni astrali hanno fatto trovare sui punti del tragitto sono portatrici di un senso, per quanto arcano e inconoscibile. L’incontro tra itinerario e parola che lo descrive rimane misterioso, tuttavia contiene un significato profondo, almeno per me che ho scritto il testo del diario basandomi sulle emozioni intime che il viaggio – che è rimasto inciso nella mia anima come un dèjà vu mai dimenticato - mi procurava. Le cause e condizioni che hanno portato alla creazione sono da una parte la cartina stradale utilizzata durante il viaggio invece del navigatore – cosa che mi ha permesso di entrare visivamente e mentalmente nella regione che stavo visitando in maniera più integrata che non seguendo una voce anonima che ci dirigeva – e dall’altra il desiderio di dare una forma concreta a questo viaggio così ancestrale ed emotivamente importante. Il contenuto dell’opera è il viaggio nella sua dimensione fisica (geografica), emotiva (parole) e mentale (smagliature come tracce del pensiero). Ciò che vi è di transitorio nell’opera sono le dimensioni, le smagliature, le parole che avrebbero potuto essere del tutto differenti da quelle che sono. Ciò che vi è di originale è invece la miscela che produce energia, la commistione tra texture, linee e parole che rende l’immagine evocativa, misteriosa, significativa. All’interno della mia vita “Geografia dell’anima” occupa un posto particolare perché rappresenta per me un evento emotivo vissuto con intensità e lungamente desiderato: la realizzazione di un incontro con la mia terra madre.