UNA VITA (cm. 50x70 - 2018)

Nel 2018 ho ripreso il concetto delle calze smagliate per costruire un “racconto” che si svolge in nove fasi, e che rappresenta la visione buddista della vita e della morte come un’onda che si forma dalla massa dell’oceano e nell’oceano ritorna dopo il compimento del proprio ciclo. Questa sequenza di nove calze smagliate su vetro è stata progettata per una mostra che non è mai stata realizzata. La prima e l’ultima calza smagliata sono bianche, quasi invisibili sullo sfondo bianco del muro, come la massa informe dell’oceano da cui provengono e ritornano tutte le vite. La seconda e la penultima del ciclo presentano una porzione grigia, con un’identità appena accennata come nell’infanzia e nella vecchiaia delle persone. Nella terza e nella terzultima al grigio chiaro si aggiungono delle parti grigio scuro come nell’età adolescenziale e senile degli umani. La quarta e quartultima sono quasi completamente nere, con un accenno di colori primari a simboleggiare l’età adulta umana. La quinta e centrale è completamente nera con molti colori primari, come l’apogeo della vita umana in questo mondo, come la massima forza dell’onda della vita. Dal punto di vista esistenziale, l’insieme delle nove tavole rappresenta una storia, la storia di una vita, di ogni vita che procede ineluttabilmente dalla nascita alla crescita, all’invecchiamento e alla morte. Dal punto di vista visivo ogni tavola presenta una trama e un ordito irregolari e unici, come l’individualità di ogni essere senziente e insenziente. È l’insieme delle tavole che forma la storia, la vita nella sua interezza. Le cause e condizioni che hanno portato alla creazione partono dal desiderio di produrre una sequenza che si ambientasse in una piccola boutique di piante verdi. Cercavo qualcosa di leggero, di “organico” come i vegetali presenti nel negozio, che non appesantisse le pareti ma costituisse invece un contrappunto armonioso alle piante in esposizione. Il contenuto dell’opera è la trasformazione: la vita si trasforma in ogni istante e anche la progressione delle calze smagliate rappresenta una trasformazione continua. Ciò che vi è di transitorio nell’opera è la forma delle smagliature, dei colori applicati. Ciò che vi è invece di originale è la storia nel suo evolversi dal caos iniziale a quello finale attraverso una sequenza di forme possibili. Nella mia vita quest’opera richiama una visione buddista della vita come un’onda nell’oceano che si forma progressivamente, raggiunge un culmine e poi ritorna nell’oceano da cui era partita. Ciascuna onda è unica e irripetibile nella sua individualità. La vita procede dall’energia universale e ritorna ad essa per riprendere energia per la vita successiva, in un processo senza fine. Vista secondo questa prospettiva ogni vita non è che l’espressione dell’energia dell’universo e vi appartiene pienamente. Vita e morte sono parte di un unico processo creativo. Nel muovere le lastre di vetro sono stata colpita dai giochi di trasparenza che si creavano con la sovrapposizione delle tavole. Nulla vieta di disporre le nove tavole, o alcune di esse, una sopra l’altra e di studiarne gli effetti cromatici e materici…