Un evento doloroso e importante quale la morte della mia cagna mi ha portato alla scrittura di alcune pagine di testo. Tali pagine sono state sovrapposte in modo da rendere la scrittura illeggibile, incomprensibile: solo io detengo la conoscenza integrale del testo. Ho stampato le pagine su una lastra di plexiglas trasparente a forma di libro. Il supporto trasparente è quindi virtualmente svanito, lasciando la trama delle lettere e parole sovrapposte come unica “realtà”, così come il supporto emotivo ottenuto dalla mia famiglia di origine è stato inesistente e la sofferenza psicologica è stata la mia unica realtà interiore. Il contenuto del libro è visibile all’esterno, ma resta inconoscibile. Le cause e condizioni che hanno portato alla creazione dell’opera sono la sofferenza indicibile e intrasmissibile di un lutto: la perdita, il senso di impermanenza, gli attaccamenti relativi alla cagna defunta hanno dilaniato il mio cuore e sono risultati in questo magma di lettere che, pur avendo una presenza fisica, hanno un senso, un significato solo per me. Il contenuto dell’opera è il dolore, l’incertezza, la solitudine, tuttavia il racconto del mio sentire attraverso la scrittura è stato terapeutico e la creazione dell’opera mi ha permesso il distacco emotivo e l’inizio della guarigione. Ciò che vi è di transitorio sono la forma, la dimensione, le piccole scelte che ho dovuto fare in sede di realizzazione. Ciò che vi è di originale invece è il modo in cui la sofferenza ha trovato forma in questo libro inconsistente ma greve, che per me gronda ancora adesso, dopo tanti anni, di sangue e lacrime. Nella mia vita questa opera trova un posto intimo e silenzioso: un omaggio a colei che è stata, nella realtà devastante della mia famiglia di origine, una madre amorevole, presente, affettuosa, calorosa: l’unica che mi ha regalato costantemente amore incondizionato.




