Ho rimosso da un termometro da esterno il filamento di vetro contenente liquido colorato blu e l’ho collocato su una lastra di plexiglas trasparente. Al posto delle tacche con i numeri che indicano i gradi centigradi dell’ambiente ho disegnato delle linee tratteggiate e dei segmenti bianchi che dal filamento di vetro conducono ciascuno a una lettera. Invece di segnare la temperatura, questo oggetto indica, con il variare della temperatura ambientale, delle lettere. È possibile che una lettura di tali lettere nel tempo risulti in parole di senso compiuto: il “Termologo” è quindi un oggetto teoricamente capace di produrre parole dotate di significato a seconda della temperatura dell’ambiente. È un creatore di logos, di linguaggio. In questo modo ho istituito una relazione diretta fra la temperatura ambientale e il linguaggio, due elementi che di solito si trovano su due piani differenti. Mi divertiva mettere la casualità in grado di prendersi gioco tanto della scienza che della razionalità. In fondo non ho mai creduto nel potere della mente di governare il mondo: senza il cuore, la mente di per sé è vuota. Le cause e condizioni che hanno condotto all’opera sono da una parte il fascino esercitato su di me dai filamenti dei termometri in quanto oggetti preziosi, fragili, unici come gioielli, e dall’altra dall’ossessione per le parole. Togliere il filamento dal contesto e metterlo in un contesto differente ha lasciato libero il contenuto del filamento di indicare con le sue gradazioni elementi differenti dai gradi centigradi. Ha lasciato libera la fantasia di giocare con le lettere, ha fatto uno sgambetto alla scienza che costringe tutto entro schemi univoci. Il contenuto dell’opera è la fantasia, la capacità di immaginare scenari differenti per ogni data situazione. Dopo l’autoritratto “pesante” del 2000, sentivo il bisogno di realizzare qualcosa di leggero, trasparente, poco “materico”. Ciò che vi è di transitorio nell’opera è la grandezza e la forma del filamento, il colore del liquido ivi contenuto, la disposizione casuale delle lettere sulla base di plexiglas. Ciò che invece vi è di originale è la capacità dell’oggetto di creare un funzionamento mentale in grado di fornire all’oggetto stesso una potenzialità infinita ben più ampia del mero uso scientifico del termometro. Nella mia vita questa opera si colloca come un intermezzo, una specie di Carosello tra una serie di opere più ponderose dal punto di vista esistenziale. La sfiducia nella scienza come spiegazione del mondo ha una controparte nella fiducia nella fantasia come libertà di creare altri mondi possibili.

