ME-TOT (cm. 170x80x50 - 2011)

Si tratta, come suggerisce il titolo, dell’intero io, del me totale e allo stesso tempo di un totem (di cui “me-tot” è l’anagramma e il bifronte). Presenta il mio alter-ego spirituale nel mondo fisico: la Valentina che era rimasta sempre in disparte, aliena e negata prende finalmente il suo posto nel mondo. La struttura di un cavalletto (altro elemento utilizzato tradizionalmente dal pittore che mi sono divertita a “emancipare”) regge - invece della tavolozza consueta - uno specchio che riflette la parte superiore dell’opera, manifestazione della mia natura essenzialmente riflessiva e introversa. La parte superiore del cavalletto sostiene la “testa”: un assemblaggio di lastra metallica a semicerchio, calza smagliata trattata (corrispondenti al volto e allo sguardo), legno (sommità del capo, razionalità) e terracotta colorata (capelli, creatività, espansione verso l’alto). La figura è ben radicata per terra (in profondità) mediante le tre gambe del cavalletto, ma è anche fornita dello specchio che permette una visione dell’alto. I coni colorati dei capelli mettono infatti in contatto la struttura con il cielo come le fronde di un albero lo mettono in comunicazione con l’aria. È un’effigie senza tempo, che procede dall’eterno passato all’eterno futuro passando dal presente. Rispecchia l’immagine di me stessa che attraverso il Buddismo si sta manifestando qui e ora con tutta l’esperienza passata e le possibilità future. Le cause e condizioni che hanno portato alla creazione dell’opera sono le mie meditazioni buddiste sulla mia esistenza. Scoprire, accettare e rivivere la mia sofferenza di figlia non desiderata hanno marchiato il mio percorso come essere umano in questo mondo. Il “Me-tot” è il risultato visibile di tali esperienze e della trasformazione che esse hanno generato in me. Il potere trasformativo dell’essere umano è tale che dalla sofferenza più greve è possibile creare qualcosa di valore. Questo è il principio di “trasformare il veleno in medicina” di cui parla il Buddismo e che io ho sperimentato e sto sperimentando tuttora nella mia vita. In questa opera ho trasmesso la Valentina nuova, trasfigurata dopo il bagno rivitalizzante costituito dalla pratica buddista, la Valentina che non ha paura di vivere così come è. Il contenuto dell’opera è la trasformazione, trasformazione fisica e concreta del cavalletto e degli oggetti che costituiscono il ritratto e trasformazione emotiva di un essere umano da brutto anatroccolo a cigno, ovvero da persona dipendente e debole a donna indipendente e solida. Ciò che vi è di transitorio nell’opera è ogni singola parte dell’insieme, che potrebbe essere diversa senza cambiare la natura dell’oggetto. Ciò che vi è di originale invece è l’essenza, cioè l’insieme delle parti e il loro funzionamento emotivo e mentale. Nella mia vita questa opera si colloca come pilastro, punto fermo di un percorso durato tanti decenni verso una vita degna di essere vissuta. Si tratta di un punto di arrivo personale: l’accettazione piena di me stessa così come sono e il senso del mio valore come individuo unico e irripetibile nel mondo.

Con il tempo i gatti hanno divelto il cavalletto su cui si reggeva il “Me-tot” e parte del suo “corpo”. Ho accettato la situazione e ho appeso al soffitto la parte rimanente, cioè la “testa”. L’opera dei mici ha definitivamente svincolato il “Me-tot” dalle sue radici terrene, basse, concrete e l’ha trasportato nell’elemento che gli compete: aereo, alto, astratto. Ora il “Me-tot” non poggia più coi piedi per terra, appartiene a un mondo etereo, sottile. Finalmente possiede una prospettiva ampia, una visione magnifica. Ora non è più costretto a osservare il basso (lo specchio) per poter conoscere l’alto. Può liberamente volgere lo sguardo verso spazi e tempi illimitati. In realtà l’azione dei miei coinquilini pelosi ha contribuito a elevare il “Me-tot” di stato e a liberarlo dell’oppressione di una realtà schiacciante e greve che condizionava (come per la sottoscritta) ogni aspetto dell’esistere. Ora il “Me-tot” è finalmente nel suo elemento e svolge la sua funzione senza pesantezze.