



Per svariati anni mi sono occupata di creare mensilmente le copertine per la rivista “L’architettura – cronache e storie” diretta da Bruno Zevi. Una delle copertine è stata utilizzata per produrre un biglietto di auguri natalizio. Dopo aver cancellato con alcune pennellate blu gli strilli disposti a spirale di quel particolare numero della rivista, ho ritagliato alcune lettere dalla testata in modo da formare con le lettere restanti il titolo stesso dell’opera. Ho aggiunto una seconda spirale di puntini bianchi su un foglio di acetato trasparente sovrapposto alla spirale blu della copertina apponendo nome dell’autrice e augurio. Il titolo rappresenta in modo preciso la mia essenza sovversiva: la creazione artistica possiede il potere di soddisfare un bisogno fondamentale insito nell’essere umano, e quindi di renderlo meno soggetto a cercare altre maniere – meno creative e pregnanti e più soggette a dipendenza - per soddisfare i propri desideri (penso alla compulsione allo shopping, alle droghe, all’alcool, alla ricerca di profitto, piacere, potere).Inoltre, l’arte è in grado di essere profondamente rivoluzionaria quando riesce a trasformare il modo di pensare e l’atteggiamento tanto del creatore che del fruitore. Le cause e condizioni che hanno portato alla creazione dell’opera sono da una parte l’insoddisfazione che provavo nel progettare ogni mese un’immagine che avesse attinenza con l’architettura - che non è precisamente il mio principale interesse - e dall’altra la volontà di rendere veramente “artistica” una copertina già realizzata, stampata e pubblicata, spostandola dal suo contesto architettonico mediante minime modifiche. Il contenuto dell’opera è l’arte: la foto capovolta di Duchamp travestito da donna come ‘Rrose Selavy indica chiaramente che ci troviamo in un ambito squisitamente artistico; la testata manomessa indica sia il ruolo o la funzione taumaturgica dell’arte che il suo carattere rivoluzionario rispetto alla società dei consumi in cui tutto si esaurisce in breve tempo e viene fruito in modo superficiale. Vi è poco di transitorio in questa opera quasi “ready-made”, tutto risulta essenziale. La sua originalità consiste nell’operazione di mutamento di contesto della copertina da ambito di architettura in attestato di arte sovversiva. L’energia messa in moto dal cambiamento di contesto è irreversibile e muta definitivamente il significato dell’opera. In un periodo della mia vita in cui ero preda di svariate dipendenze, ho sentito la necessità di dichiarare l’indipendenza dell’arte, dell’atto creativo e del creatore dai vincoli del sistema.