POLIGRAMMA (cm. 60x80 - 2007)

Rispetto a “Incipit”, in cui ho utilizzato lo stesso tipo di lettere, qui il caos originario ha iniziato a costituirsi in una forma, è più strutturato, meno libero. Le linee metalliche geometriche di sfondo forniscono un certo ritmo e formano una composizione analizzabile da un punto di vista gestaltico, retinico, invece “Incipit” non offriva appigli per un tipo di analisi simile. Mettere le lettere in relazione a una geometria aurea le rende in un certo qual modo “classiche”, reminiscenti della costruzione geometrica da cui esse sono state progettate in origine. Il fatto che le lettere sono state generate da uno schema geometrico simile a quello proposto per lo sfondo le riporta per così dire in famiglia. Il titolo, emanazione da “monogramma” (cifra, iniziale, sigla), apre le porte a una serie di possibilità interpretative: scrittura multipla, molteplice grafia, pluralità di segni, cifre complesse… Le cause e condizioni che hanno portato alla creazione dell’opera sono dettate dalla necessità di lavorare con qualcosa di costruito, progettato. Sia le lettere che lo sfondo sono il frutto di uno studio, di un disegno, di decisioni prese in sede di ideazione. Il modo in cui essi sono stati assemblati è invece del tutto “emotivo”, si basa sulla risonanza. Il contenuto dell’opera è da una parte la mente in grado di controllare, plasmare la materia e forzarla in forme e dimensioni stabilite: questa è l’origine della forma delle lettere e della costruzione geometrica di sfondo. Dall’altra parte trova invece espressione il cuore, in grado di giocare con le strutture della mente e creare associazioni libere e “leggere”. Mente e cuore sono messi ad interagire in questa opera. Ciò che vi è di transitorio nell’opera sono forma, dimensione e materiale degli oggetti che ne fanno parte. Ciò che vi è di originale invece è l’insieme energetico degli elementi, la loro vibrazione. Nella mia vita questo oggetto rappresenta l’affermazione che la fede nelle leggi della geometria (lettere e sfondo basato sulla geometria aurea) può venire smentita dalla sovrapposizione degli elementi, poiché la commistione tra le due geometrie (delle lettere e dello sfondo) genera in effetti qualcosa che di rigoroso ha ben poco e che lascia spazio alla fantasia, al sogno, alla materia.