FACCIATA (cm. 80 X 50 - 2016)

Ho “emancipato” un campionario di colori su alcantara, appendendo tutti i rettangolini di tessuto a un tubo metallico in corrispondenza della testata del letto. Si tratta di 47 campioncini divisi in 8 colonne da 6 rettangolini ciascuna (la prima colonna è composta da 5 rettangolini), che mantengono la medesima disposizione che avevano sulle pagine del catalogo originario. I fili trasparenti mediante cui sono appesi fanno apparentemente fluttuare i colori per aria, come se non avessero alcun supporto a reggerli. Ne è risultata una parete colorata ed eterea che arricchisce il letto di legno nero di una serie di sfumature come contrappunti musicali. Mi divertiva l’idea che sopra al letto (destinato al riposo notturno, designato al buio e al silenzio) si accendessero note di colore allegre e chiassose. La contrapposizione tra l’austerità del letto e la frivolezza della testata mi intrigava, era feconda. Ho sempre trovato interessanti i campionari di colore, che si sforzano di sistematizzare qualcosa di estremamente soggettivo e indefinibile come le tonalità, che tentano di fornire uno schema esaustivo di tutte le possibili sfumature e gradazioni di qualcosa che per sua naturarifugge la definizione. Ilcampionario che costituisce la testata rappresenta un esempio – fra gli infiniti possibili – dei colori dello spettro. È una presentazione di possibilità di cui non ho voluto privilegiarne alcuna. Si attesta come potenziale senza che una scelta venga effettuata. Non vi è infatti ragione per scegliere un colore tra i tanti a disposizione, poiché qualsiasi scelta sarebbe soggettiva e priva di una ragione fondativa. Perciò nessuno dei colori “nativi” dei campioni è stato escluso: sono tutti presenti ad attestare l’apertura illimitata del regno delle possibilità. Le cause e condizioni che hanno condotto alla produzione dell’opera sono la necessità di costruirenello spazio vuoto della testata del letto qualcosa che contrapponesse alla notte (rappresentata dal letto nero) il giorno (la luce che fa brillare i colori e li distingue dal buio). Il contenuto dell’opera è l’emancipazione dei campioni di colore dal catalogo a cui erano relegati per funzioni commerciali. L’esposizione dei rettangolini colorati alla luce e all’aria costituisce una vera e propria rinascita esistenziale: una novella partenza. Il transitorio dell’opera in questo caso sono l’aspetto, la consistenza e il colore dei campioni, mentre l’originale è rappresentato dalla loro esposizione nel contesto della camera da letto in quanto esibizione di possibilità infinite. All’interno della mia vita questa opera rappresenta un momento di leggerezza e di serenità, dove ho voluto dichiarare l’ampiezza di possibilità che ciascun istante di vita possiede. Secondo il Buddismo ci sono tremila regni in un singolo istante di vita; ogni singolo momento è una miniera infinita di potenzialità che sta a noi manifestare istante dopo istante. Questa immensa ricchezza esplosiva contenuta in ogni momento di vita è tutta inclusa nel nostro corpo, nella nostra mente e nel nostro cuore. Davanti a un simile dispiegamento di possibilità siamo i soli responsabili di ogni nostro pensiero, parola e azione. Una tale immensa varietà e una tale responsabilità assoluta da una parte costituiscono un potere immenso, dall’altra forniscono una visione ampia e semplice del funzionamento del karma. Il titolo suggerisce un “dietro”, un’apparenza che cela qualcosa di profondo e nascosto. Ogni fenomeno, infatti, è il risultato o la manifestazione del karma insondabile legato a quel fenomeno. Vale a dire che tutto ciò che succede è la punta dell’iceberg di miliardi di azioni karmiche – positive o negative – precedenti e in gran parte inconoscibili. Anche ciascun rettangolino di alcantara colorato rappresenta perciò un diamante prezioso all’interno della rete karmica universale.