Si tratta di un regalo per i miei genitori in occasione del loro anniversario di matrimonio. Ho ritorto un occhiale con la montatura d’oro in modo che una stanghetta si aprisse davanti e una dietro alle lenti. Su una lente ho posto la scritta “XX” (cromosoma femminile) e sull’altro verso dell’altra lente “XY” (cromosoma maschile). Il risultato è che questi occhiali possono essere virtualmente utilizzati da due persone contemporaneamente (una in un senso e una nell’altro senso), e simultaneamente i due cromosomi si fondono in una visione comune. Mi divertiva il pensiero di due individui in direzioni opposte faccia a faccia con la propria femminilità e mascolinità in contemporanea. Le cause e condizioni che hanno portato alla creazione dell’opera sono le meditazioni sulla parte maschile e quella femminile compresenti nell’essere umano, unitamente alla considerazione che entrambi i miei genitori erano portatori di occhiali. Nel giorno del loro anniversario desideravo regalare un oggetto che testimoniasse il fatto che mi hanno regalato la vita grazie ai loro cromosomi e anche l’eterna contrapposizione tra il maschile e il femminile che caratterizza la vita umana dal punto di vista fisico ma anche e soprattutto emotivo, profondo. Mi piaceva l’idea di creare qualcosa di simbolico che creasse finalmente pace tra i due estremi. Gli occhiali adempiono a questa funzione in modo leggero e ironico. Il contenuto dell’opera è la vista, la visione che gli occhiali hanno la funzione di correggere e sistemare. In questo caso la “correzione” si riferisce alla prospettiva di opposizione in cui vengono solitamente considerati i due sessi, che qui viene armoniosamente unificata in una visione globale da parte di entrambi i soggetti simbolicamente interessati alla visione. Al di là dell’enorme divario esistente tra me e i miei genitori, sono contenta di avere realizzato e regalato questa opera a coloro che mi hanno procreata: si tratta di un debito di gratitudine che ho parzialmente ripagato. Ciò che vi è di transitorio nell’opera sono gli occhiali, che avrebbero potuto avere una differente forma ed essere costituiti di diverso materiale senza per questo alterare il senso dell’oggetto. Ciò che vi è di originale è invece l’energia messa in moto dall’opera, che conduce a meditare sul significato dei generi e sulla loro interrelazione. È un’opera che induce, credo, a riflettere. Nella sua semplicità e quasi banalità riveste tuttavia una posizione importante nella mia vita, vi sono molto affezionata. È ancora ingenua da un certo punto di vista: crede ancora nell’armonia familiare, nell’amore tra le persone, nel ricambiare i debiti di gratitudine. Tuttavia, da un altro punto di vista è buddista ante litteram proprio per la sua fiducia incrollabile nelle potenzialità dell’individuo di creare armonia.


